Azoturia equina: la malattia del lunedì del cavallo

È fra le malattie più tipiche che possono colpire il cavallo, si tratta dell’azoturia equina, una patologia che condiziona fortemente le condizioni fisiche e la salute dell’animale, procurandogli una forte debilitazione.

azoturia equina

È chiamata anche – ‘malattia del lunedì’ – perché si presenta dopo un periodo di riposo e di stacco da una regolare attività fisica. Di solito, quando il cavallo è sopraesposto all’esercizio fisico dopo un lungo periodo di sedentarietà.
L’azoturia colpisce più di frequente gli esemplari da lavoro e da tiro e con minore ricorrenza, i cavalli da esibizione.

Altro termine per indicare la malattia è “rabdomiolisi equina da sforzo”, perché si manifesta con problemi muscolari, accentuati al momento di compiere dei movimenti, a causa della troppa produzione di acido lattico, che causa infiammazione e spasmi muscolari. Si parla, quindi, di sovraffaticamento muscolare del cavallo.

Azoturia equina: quali sono le cause?

Le cause della malattia non sono solo da ricercare nelle condizioni organiche e fisiche dell’animale, ma anche in una dieta scorretta, eventualmente caratterizzata da un contenuto eccessivo di carboidrati.

Il disturbo, che rientra nel gruppo delle miopatie da sforzo, può anche essere causato da una inattività prolungata o da una preparazione muscolare non appropriata.

Anche particolari condizioni climatiche, come le temperature freddo e rigide, possono determinare questo genere di problemi fisici, danneggiando la muscolatura dell’animale. Un’altra causa è da ricercarsi nel tipo di alimentazione sovrabbondante in cereali e non associata ad un movimento adeguato necessario a smaltirli.

I cavalli che ne sono soggetti sono prevalentemente quelli da corsa, da competizione e da lavoro. All’origine dell’azoturia vi possono essere delle problematiche fisiche o dei traumi specifici, come anche un allenamento non completo mirato alla preparazione del cavallo in vista di gare di una certa importanza.

Sintomi dell’azoturia equina

I sintomi tipici di questa malattia comportano infiammazioni muscolari e conseguente dolore, presenza di acido lattico e zoppia. Gli arti inferiori tendono a soffrire di crampi e di spasmi, perché irrigiditi e a questi si associano un’intensa sudorazione e accelerazione del battito cardiaco.
Il cavallo in sofferenza compirà dei movimenti mirati a distribuire il dolore spostando il peso da una zampa all’altra e incurvando la schiena.

Nei casi più seri della malattia, può verificarsi una necrosi muscolare con la perdita di controllo dell’articolazione posteriore.

È quindi molto importante trattare adeguatamente la condizione, per scongiurare la comparsa di piaghe da decubito e il rischio di setticemia.

Come curare l’azoturia equina

La terapia per la cura dell’azoturia del cavallo si basa sulla somministrazione di antinfiammatori specifici, di massaggi nei punti interessati e terapia del calore.

Per sciogliere la muscolatura e ritrovare una buona salute sono anche consigliabili delle brevi passeggiate ed una terapia liquida in endovenosa, per eliminare le scorie e la mioglobina.

È il veterinario a decidere la terapia più adatta e la durata. In genere, il recupero del cavallo può avvenire anche entro otto settimane. Durante questo periodo, l’animale va tenuto a riposo e l’alimentazione deve essere controllata, preferibilmente riducendo i carboidrati.

Prevenire l’azoturia

Per evitare che il cavallo soffra di azoturia, non bisogna chiedergli uno sforzo superiore a quello che la sua condizione fisica può reggere.

Qualunque sia lo sforzo, agonistico, di trekking, da tiro, l’animale va preparato con una certa gradualità, in modo che i muscoli si abituino dopo il periodo di riposo.

Inoltre, evitare di somministrare al cavallo cibo inadatto. Una buona alimentazione fa la differenza per la salute dell’animale. È quindi, necessario, chiedere un parere al veterinario di fiducia e seguire le sue indicazioni.

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