Alopecia nel gatto: quali possono essere le cause?

pexels-ihsan-adityawarman-1056251L’alopecia non è un problema solo dell’uomo, ma anche di alcuni animali come il gatto. A monte potrebbero esserci: un’allergia ad acari o polline, problemi alimentari e malattie come la tigna. Quest’ultima è una malattia infettiva molto comune, causata da funghi patogeni che vivono sul pelo e sulla cute del micio.

 I sintomi più frequenti della tigna nel gatto

Come si manifesta la tigna nel gatto? Solitamente ci sono delle lesioni associate alla presenza di forfora e croste. Possono, inoltre, manifestarsi: arrossamenti, pruriti, perdita di pelo localizzata. I gatti a pelo lungo talvolta possono essere asintomatici pur restando una fonte di contagio. Ma la tigna nel gatto dopo quanto non è più contagiosa?

Innanzitutto, la tigna si trasmette per contatto diretto con un soggetto infetto o per via indiretta con oggetti inanimati come tappeti, guinzagli, trasportini e coperte, dove possono depositate le spore fungine che causano l’infezione. Ovviamente molto dipende anche da alcune condizioni che possono facilitare la proliferazione del fungo, come un sistema immunitario debilitato, lesioni cutanee, patologie immunodepressive, trattamenti con farmaci immunosoppressivi, lavaggi frequenti (che vanno ad alterare il sebo protettivo della cute dell’animale), condizioni ambientali come l’umidità.

In media, comunque, la tigna nel gatto non è più contagiosa dopo 48-72 ore dall’inizio del trattamento.

Come curare la tigna del micio

Non esiste ancora un vaccino contro lo sviluppo della tigna felina. La migliore cura è ovviamente la prevenzione, cioè evitare che il gatto possa entrare in contatto con gatti infetti. Se il gatto viene infettato bisogna subito rivolgersi ad un veterinario che troverà la terapia specifica in base al grado di gravità. In primis, però, visto che la durata del trattamento varia da settimane a mesi, è necessario che il gatto infetto venga isolato dagli altri animali e stia sempre in un ambiente facile da decontaminare e igienizzare.

La terapia più conosciuta per contrastare la tigna è l’uso di un fungicida che potrà essere prescritto da veterinario di fiducia, oltre a dei trattamenti locali, come schiume, shampoo o lozioni che il veterinario potrà consigliare. Prima di sospendere il trattamento, sarebbe opportuno eseguire un esame colturale di controllo. Solo se questo dovesse risultare positivo sarebbe necessario dover proseguire la terapia con altre colture micotiche. È, altresì, importante pulire accuratamente tutti gli oggetti e le attrezzature contaminati, dalle spazzole alle cucce, dai trasportini ai tappetini. Se questi non dovessero essere lavabili basterà usare un prodotto antifungino spray specifico. In caso di aria condizionata nell’ambiente, si dovrebbero disinfettare le bocchette d’aerazione e cambiare i filtri.

Dunque, non c’è un solo trattamento che possa valere per tutti i gatti infetti da tigna. Tutto dipende dallo stadio dell’infezione, dal pelo del gatto e da altre variabili che il veterinario potrà prendere in considerazione per individuare la terapia più efficace.

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